Una entrevista que publica La Nueva España.
http://www.lne.es/secciones/noticia.jsp?pNumEjemplar=1444&pIdSeccion=31&pIdNoticia=458256
...
-Tras dos décadas de trabajo, ¿ha cambiado mucho su profesión?
-El mundo de la ópera ha cambiado completamente desde que yo comencé mi carrera hace veinte años. El poder está en las manos del director de escena y no de los músicos. Y entonces acaba siendo prioritario que el cantante tenga buena presencia antes de que su voz sea la adecuada para un personaje determinado. Por ejemplo, Deborah Voigt, con una voz maravillosa, fue despedida en el Covent Garden de Londres en la obra «Ariadne auf Naxos», de Richard Strauss, porque no se podía poner un esbelto vestido negro de cóctel. Hollywood se ha infiltrado en el mundo de la ópera y ya se sabe que la imagen lo es todo. Esto, en principio, estaría bien porque los cantantes cada vez estamos más en forma para aguantar los rigores de una carrera de viajes y cambios constantes, pero no se puede convertir en una tiranía.
-Son los directores de escena los que mandan.
-Sí, son los nuevos divos. Ahora los cantantes tenemos que saltar a través de aros, escalar un árbol y otras cosas mientras cantamos un aria. Todo gravita alrededor de lo visual y cada vez menos en la voz en sí misma.
-¿Están los cantantes suficientemente preparados?
-Joan Sutherland una vez me dio un consejo que siempre he tenido presente. Me dijo: permanece bajo los focos tanto tiempo como sea posible. Si tu técnica es buena al comienzo de tu carrera no hay ninguna razón para no cantar bien hasta que te mueras. Aquellos artistas cuyas carreras son cortas se explican porque hay problemas de base. El gran tenor español Alfredo Kraus es buen ejemplo de artista que cantaba muy bien siendo septuagenario.
...
Y otra en La Voz de Asturias
http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=303561
...
-- Su interpretación de Giulio Cesar le sirvió para dar un salto en su carrera en la pasada década, qué conserva de lo aprendido durante aquellos años?
-- Giulio Cesar me enseñó mucho de mí misma, no sólo como cantante, sino como una verdadera artista. Una mezzo canta muchos papeles a lo largo de la carrera en los que interpreta a un hombre y eso implica aprender cómo piensa, camina o anda. Me di cuenta de que cantar un papel de hombre no tiene nada que ver con posturas sino con su psicología profunda. Otra cosa muy importante es la música de Haendel, es como una medicina para la voz.
-- Cómo define usted a una mezzo?
-- Creo que tenemos lo mejor de dos mundos, a medio camino entre una soprano y una alto. Es la cualidad de la voz y la tesitura en la que una intérprete se encuentra cómoda las que definen a una mezzo.
...
31 de octubre de 2006
30 de octubre de 2006
¡Hagamos un garage!, por Alfonso Antoniozzi.
Irónica reflexión del barítono italiano A.Antoniozzi sobre la situación operística italiana.
Original en: http://www.operaclick.com/news/20061009facciamociungarage.php
Algunos extractos, en italiano, ma s'intende, no?
MA FACCIAMOCI UN GARAGE!
Ma sì, ma perchè dobbiamo stare qui a perdere tempo dietro ai teatri lirici, che diciamoci la verità sono un baraccone insostenibile che ormai è imploso e che non aspetta altro che di esplodere facendo schizzare per tutta la città pezzi di corde vocali, note musicali, fogli di musica, archetti, cantinelle, praticabili e quant'altro li riempia da sempre
...
Ma abbiate il coraggio di dirlo che non ve ne frega niente, che saremmo molto più utili alla società dietro un bancone di supermercato o a spalare merda nelle varie Fattorie televisive o, meglio, messi a pecora sulla Salaria per cinquanta euro a botta salvo sconti a militari e appassionati, tanto anche se non lo dite appare evidente lo stesso che la volontà neanche troppo nascosta è quella di farci chiudere baracca e burattini senza che nessuno alzi un dito a Roma e, peggio, senza che nessuno si assuma la responsabilità morale e materiale di buttarci tutti in mezzo a una strada.
...
E tanto peggio se il resto del mondo parla italiano anche (direi principalmente) grazie a Verdi, Puccini e compagni, se in questo esatto momento da qualche parte del globo viene rappresentata un'opera italiana, se ogni anno migliaia di giovani di tutto il mondo si innamorano della nostra musica, e studiano la nostra lingua, e cercano di cantare all'italiana, ma chi se ne frega, ma chiudiamoli questi teatri, cazzo!
...
Chiudiamo i teatri, chiudiamoli, abbiate pietà di noi, non manteneteci nell'illusione che gliene freghi ancora qualcosa a qualcuno, di star facendo qualcosa di buono, di essere capaci di toccare l'anima di chi ascolta, ma quale anima, l'anima LA TOCCA IL PAPA anche se quando parla sembra una delle Gemelle Kessler (quella più cattiva) chiudiamoli 'sti teatri, in fondo noi possiamo sempre provare ad aprire un bar, una tabaccheria, un tappeto su ponte santangelo, e coi teatri facciamoci UN BEL GARAGE, che di questo hanno bisogno le città, altro che di musica e di cultura, la musica la fa Povia coi piccioni, la cultura Marzullo, non scherziamo, altro che zumpappà, e annamo, su!
FACCIAMOCI UN GARAGE multipiano, uno per città, che meraviglia, finalmente i centri storici decongestionati dalle auto, finalmente i diciasette piani di torre del Carlo Felice di Genova saranno utili alla comunità, tutti potranno entrare alla Scala (e in macchina!!!), il Petruzzelli lo ritirano su in una notte e forse allora a Piacenza sapranno dove cazzo è il Teatro Comunale visto che venti persone cui l'ho chiesto mi hanno risposto boh e lo sapeva solo un ecuadoregno di passaggio (il che rafforza la mia fede: la salvezza verrà dall'immigrazione!)
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Original en: http://www.operaclick.com/news/20061009facciamociungarage.php
Algunos extractos, en italiano, ma s'intende, no?
MA FACCIAMOCI UN GARAGE!
Ma sì, ma perchè dobbiamo stare qui a perdere tempo dietro ai teatri lirici, che diciamoci la verità sono un baraccone insostenibile che ormai è imploso e che non aspetta altro che di esplodere facendo schizzare per tutta la città pezzi di corde vocali, note musicali, fogli di musica, archetti, cantinelle, praticabili e quant'altro li riempia da sempre
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Ma abbiate il coraggio di dirlo che non ve ne frega niente, che saremmo molto più utili alla società dietro un bancone di supermercato o a spalare merda nelle varie Fattorie televisive o, meglio, messi a pecora sulla Salaria per cinquanta euro a botta salvo sconti a militari e appassionati, tanto anche se non lo dite appare evidente lo stesso che la volontà neanche troppo nascosta è quella di farci chiudere baracca e burattini senza che nessuno alzi un dito a Roma e, peggio, senza che nessuno si assuma la responsabilità morale e materiale di buttarci tutti in mezzo a una strada.
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E tanto peggio se il resto del mondo parla italiano anche (direi principalmente) grazie a Verdi, Puccini e compagni, se in questo esatto momento da qualche parte del globo viene rappresentata un'opera italiana, se ogni anno migliaia di giovani di tutto il mondo si innamorano della nostra musica, e studiano la nostra lingua, e cercano di cantare all'italiana, ma chi se ne frega, ma chiudiamoli questi teatri, cazzo!
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Chiudiamo i teatri, chiudiamoli, abbiate pietà di noi, non manteneteci nell'illusione che gliene freghi ancora qualcosa a qualcuno, di star facendo qualcosa di buono, di essere capaci di toccare l'anima di chi ascolta, ma quale anima, l'anima LA TOCCA IL PAPA anche se quando parla sembra una delle Gemelle Kessler (quella più cattiva) chiudiamoli 'sti teatri, in fondo noi possiamo sempre provare ad aprire un bar, una tabaccheria, un tappeto su ponte santangelo, e coi teatri facciamoci UN BEL GARAGE, che di questo hanno bisogno le città, altro che di musica e di cultura, la musica la fa Povia coi piccioni, la cultura Marzullo, non scherziamo, altro che zumpappà, e annamo, su!
FACCIAMOCI UN GARAGE multipiano, uno per città, che meraviglia, finalmente i centri storici decongestionati dalle auto, finalmente i diciasette piani di torre del Carlo Felice di Genova saranno utili alla comunità, tutti potranno entrare alla Scala (e in macchina!!!), il Petruzzelli lo ritirano su in una notte e forse allora a Piacenza sapranno dove cazzo è il Teatro Comunale visto che venti persone cui l'ho chiesto mi hanno risposto boh e lo sapeva solo un ecuadoregno di passaggio (il che rafforza la mia fede: la salvezza verrà dall'immigrazione!)
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29 de octubre de 2006
Vargas, Quasthoff, Urmana... contra el SIDA
El tenor mexicano Ramón Vargas y el barítono alemán Thomas Quasthoff participarán este año en la gala contra el Sida de la Fundación Alemania contra el Sida, informó hoy el responsable de ese evento, Alard von Rohr.
La XII edición de la gala se celebrará el próximo día 11 en la Deutsche Oper de Berlín y además de Vargas y Quasthoff reunirá de forma igualmente solidaria a las sopranos Violeta Urmana, Malena Ernman y María Sevastano, entre un total de once solistas.
La XII edición de la gala se celebrará el próximo día 11 en la Deutsche Oper de Berlín y además de Vargas y Quasthoff reunirá de forma igualmente solidaria a las sopranos Violeta Urmana, Malena Ernman y María Sevastano, entre un total de once solistas.
Nuevo sitio, no oficial, de Jonas Kaufmann.
El prometedor tenor tiene un nuevo sitio en internet.
http://www.jkaufmann.info/index_jk.htm
http://www.jkaufmann.info/index_jk.htm
Ha muerto Anna Russell.
El pasado 20 de Octubre, con 94 años, falleció la humorista especializada en ópera. Quede este video encontrado en la red como modesto tributo.
27 de octubre de 2006
Dime lo que escuchas y te diré cómo...
No se me ocurre nada, voy a autoplagiarme.
El C.I.O.T.E. (centro de investigaciones operísticas de temas escabrosos) acaba de hacer público su Estudio sobre los usos sexuales de los distintos aficionados operísticos.
Prebarrocos_ Eyaculadores precoces_Cierto sí, es sexo, pero no acaba de llenar del todo.
Barrocos_Repetitivos, les gusta repetir una y otra vez lo mismo sin importarles aburrir a su pareja. Son monótonos, probado uno, probado todos.
Mozartianos_Clásicos_No intentes sacarles de la postura del misionero.
Belcantistas_Fetichistas y transformistas_Amantes del disfraz, del cambio de sexo y del adorno sin límites.
Verdianos_Exhibicionistas,y/o clásicos_Les encanta mostrarse en lugares públicos (Arenas, grandes estadios...). Otro grupo importante opta por practicar los mismos usos sexuales una y otra vez sin aceptar novedades. Eso sí varían algo más sus posturas que los mozartianos.
Veristas y puccinianos_Hard sex, sadomasoquismo_Les gusta sufrir y probar los aspectos más sucios y descarnados del sexo.
Wagneriano-straussianos_Sexo tántrico_Una "sexión" con ellos es interminable, a cámara lenta. Contienen el orgasmo hasta que se duermen ellos o su pareja.
Contemporáneos_Onanistas_Ellos sólos se arreglan para "degustar" y disfrutar. Sarna con gusto no pica.
El C.I.O.T.E. (centro de investigaciones operísticas de temas escabrosos) acaba de hacer público su Estudio sobre los usos sexuales de los distintos aficionados operísticos.
Prebarrocos_ Eyaculadores precoces_Cierto sí, es sexo, pero no acaba de llenar del todo.
Barrocos_Repetitivos, les gusta repetir una y otra vez lo mismo sin importarles aburrir a su pareja. Son monótonos, probado uno, probado todos.
Mozartianos_Clásicos_No intentes sacarles de la postura del misionero.
Belcantistas_Fetichistas y transformistas_Amantes del disfraz, del cambio de sexo y del adorno sin límites.
Verdianos_Exhibicionistas,y/o clásicos_Les encanta mostrarse en lugares públicos (Arenas, grandes estadios...). Otro grupo importante opta por practicar los mismos usos sexuales una y otra vez sin aceptar novedades. Eso sí varían algo más sus posturas que los mozartianos.
Veristas y puccinianos_Hard sex, sadomasoquismo_Les gusta sufrir y probar los aspectos más sucios y descarnados del sexo.
Wagneriano-straussianos_Sexo tántrico_Una "sexión" con ellos es interminable, a cámara lenta. Contienen el orgasmo hasta que se duermen ellos o su pareja.
Contemporáneos_Onanistas_Ellos sólos se arreglan para "degustar" y disfrutar. Sarna con gusto no pica.
26 de octubre de 2006
Giannina Arangi-Lombardi
No había oído hablar de esta soprano hasta hoy y sólo la he escuchado en este "Tacea la notte placida" del Trovatore. Ciertamente curioso que los defensores de los grandes cantantes del pasado no la nombren más.
http://rapidshare.com/files/780286/Tacea_la_notte_Lombardi.mp3
Biografía:
El 20 de junio de 1891 nacía en Marigliano, cerca de Nápoles (Italia) la soprano GIANNINA ARANGI-LOMBARDI. Estudió en el Conservatorio San Pietro a Majella; obtuvo un diploma de piano y perfeccionó su voz con B. Carelli. Debutó en el Costanzi de Roma como Lola en Cavalleria Rusticana, en 1920, a la que siguieron Pantalis en Mefistofele, y Laura en La Gioconda, lo cual nos indica que orientó su actividad hacia el repertorio de mezzosoprano. A partir de 1923, también en el Costanzi, comenzó a abordar los papeles de soprano. Recibió consejos y apoyo de Emma Carelli. Algunas representaciones de los papeles protagónicos de Aida y La Gioconda le abrieron las puertas de los teatros principales de la península. Actuó en La Scala entre 1925-30, en pleno período toscaniniano. Viajó a Buenos Aires en 1926, y se presentó en el San Carlo de Lisboa en 1926 y 1927. Poco antes había participado en el estreno italiano de Ariadne in Naxos. Su repertorio incluía títulos como Il Trovatore, Norma, Un ballo in maschera, La forza del destino, La vestale, Lucrezia Borgia, Beatrice di Tenda, Moïse e I vespri siciliani, muchos de ellos abandonados desde tiempo atrás por la carencia de intérpretes adecuados. Acompañó a Melba en una gira por Australia, en 1928. Se retiró de la escena en la plenitud de sus medios, y fue nombrada profesora en el Conservatorio Verdi de Milán, en 1938. En 1947 aceptó una cátedra en Ankara, donde enseñó hasta poco antes de su muerte. Falleció en Milán el 9 de julio de 1951. Poseyó una voz vibrante y extendida de soprano dramática. En una época en que sus colegas se inclinaban por la extraversión interpretativa y en muchos casos por una franca vulgaridad, Arangi-Lombardi abordó el repertorio verista con total mesura y ahorro de medios. Además era poseedora de una musicalidad impecable. Sin embargo, el verismo y el terreno pucciniano no fueron el instrumento más adecuado para su lucimiento. Los destellos vocales e interpretativos surgirían en el "Bel canto", donde la artista hacía gala de su técnica impecable, y en los papeles verdianos como Leonora y Aida, donde la voz flotaba delicadamente de acuerdo a las precisas imposiciones del autor.
FUENTE: "100 GRANDES CANTANTES DEL PASADO" - Miguel Patrón Marchand
http://rapidshare.com/files/780286/Tacea_la_notte_Lombardi.mp3
Biografía:
El 20 de junio de 1891 nacía en Marigliano, cerca de Nápoles (Italia) la soprano GIANNINA ARANGI-LOMBARDI. Estudió en el Conservatorio San Pietro a Majella; obtuvo un diploma de piano y perfeccionó su voz con B. Carelli. Debutó en el Costanzi de Roma como Lola en Cavalleria Rusticana, en 1920, a la que siguieron Pantalis en Mefistofele, y Laura en La Gioconda, lo cual nos indica que orientó su actividad hacia el repertorio de mezzosoprano. A partir de 1923, también en el Costanzi, comenzó a abordar los papeles de soprano. Recibió consejos y apoyo de Emma Carelli. Algunas representaciones de los papeles protagónicos de Aida y La Gioconda le abrieron las puertas de los teatros principales de la península. Actuó en La Scala entre 1925-30, en pleno período toscaniniano. Viajó a Buenos Aires en 1926, y se presentó en el San Carlo de Lisboa en 1926 y 1927. Poco antes había participado en el estreno italiano de Ariadne in Naxos. Su repertorio incluía títulos como Il Trovatore, Norma, Un ballo in maschera, La forza del destino, La vestale, Lucrezia Borgia, Beatrice di Tenda, Moïse e I vespri siciliani, muchos de ellos abandonados desde tiempo atrás por la carencia de intérpretes adecuados. Acompañó a Melba en una gira por Australia, en 1928. Se retiró de la escena en la plenitud de sus medios, y fue nombrada profesora en el Conservatorio Verdi de Milán, en 1938. En 1947 aceptó una cátedra en Ankara, donde enseñó hasta poco antes de su muerte. Falleció en Milán el 9 de julio de 1951. Poseyó una voz vibrante y extendida de soprano dramática. En una época en que sus colegas se inclinaban por la extraversión interpretativa y en muchos casos por una franca vulgaridad, Arangi-Lombardi abordó el repertorio verista con total mesura y ahorro de medios. Además era poseedora de una musicalidad impecable. Sin embargo, el verismo y el terreno pucciniano no fueron el instrumento más adecuado para su lucimiento. Los destellos vocales e interpretativos surgirían en el "Bel canto", donde la artista hacía gala de su técnica impecable, y en los papeles verdianos como Leonora y Aida, donde la voz flotaba delicadamente de acuerdo a las precisas imposiciones del autor.
FUENTE: "100 GRANDES CANTANTES DEL PASADO" - Miguel Patrón Marchand
24 de octubre de 2006
Lavirgen live.
Recopilacción de Pedro Lavirgen. Son un par de cds que editaron cuando se le dió un homenaje en su pueblo.
http://rapidshare.com/files/412920/cd1.rar
http://rapidshare.com/files/418139/cd2.rar
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21 de octubre de 2006
Revistas de ópera en internet.
Proopera_Mexicana. Muy interesante por su contenido íntegro, gratis, en internet.
www.proopera.org.mx
Opera News_Estadounidense. Desgraciadamente no es de libre acceso. www.operanews.com
Opernglas_Alemana y de pago.
www.opernglas.de
Opera Actual_Española y con muchos contenidos de libre acceso.
www.operaactual.com
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Opernglas_Alemana y de pago.
www.opernglas.de
Opera Actual_Española y con muchos contenidos de libre acceso.
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20 de octubre de 2006
15 de octubre de 2006
12 de octubre de 2006
¡Ay, más no! Manon Lescaut en Oviedo.
Una de las funciones más decepcionantes de mi vida.
Teatro Campoamor, Oviedo_11-X-2006
Manon Lescaut Verónica Villarroel
Lescaut Ismael Pons
Renato Des Grieux Renzo Zulian
Geronte di Ravoir Enric Serra
Edmondo José Luis Sola
L´Oste Alberto Feria
Il Maestro di Ballo Jorge Rodríguez
Un musico Mª José Suárez
Un sergente Juan Manuel Muruaga
Un lampionaio Xavier Martínez
Un comandante Alberto Feria
Dirección musical Elena Herrera
Orquesta Sinfónica Ciudad de Oviedo
Coro de la Ópera de Oviedo
http://rapidshare.de/files/36470796/manonlescaut_1.mp3.html
http://rapidshare.de/files/36443931/manonlescaut_2.mp3.html
http://rapidshare.de/files/36460227/manonlescaut_3.mp3.html
http://rapidshare.de/files/36440657/manonlescaut_4.mp3.html
http://rapidshare.de/files/36443232/manonlescaut_5.mp3.html
Teatro Campoamor, Oviedo_11-X-2006
Manon Lescaut Verónica Villarroel
Lescaut Ismael Pons
Renato Des Grieux Renzo Zulian
Geronte di Ravoir Enric Serra
Edmondo José Luis Sola
L´Oste Alberto Feria
Il Maestro di Ballo Jorge Rodríguez
Un musico Mª José Suárez
Un sergente Juan Manuel Muruaga
Un lampionaio Xavier Martínez
Un comandante Alberto Feria
Dirección musical Elena Herrera
Orquesta Sinfónica Ciudad de Oviedo
Coro de la Ópera de Oviedo
http://rapidshare.de/files/36470796/manonlescaut_1.mp3.html
http://rapidshare.de/files/36443931/manonlescaut_2.mp3.html
http://rapidshare.de/files/36460227/manonlescaut_3.mp3.html
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http://rapidshare.de/files/36443232/manonlescaut_5.mp3.html
10 de octubre de 2006
9 de octubre de 2006
6 de octubre de 2006
2ª parte.
Día28. Sonnambula. Me había quedado con ganas de escuchar una Sonnambula con una soprano más solvente que la de Bilbao y está solventado. Massis cantó un Ah, non credea mirarti maravilloso y,en general, estuvo a un altísimo nivel y redondeo la noche de Flórez, que volvió a dar muestras de que su Elvino no tiene comparación, sólo veo a Schipa como rival. Cada intención del personaje era matizada con las típicas armas de Flórez, fraseo, canto legato, fiato y un encanto personale que convencieron hasta a Oren, que dejo la batuta tras la gran escena de Elvino (Tutto è sciolto...ah, perche non posso odiarti) y aplaudió como uno más de los enfervorecidos miembros del público.
La producción tenía sus chorradillas, pero no estaba mal y no molestaba a los intérpretes. Coro y orquesta más que aceptables, aunque Oren iba un poco a su bola.
día29. Mª Stuarda...o eso decían en los carteles, porque un señor de cuyo nombre no quiero acordarme decidió que la idea, hasta posible buena, de hacer de la ópera una especie de "¿qué fue de B.Jane?"(o como sea), perjudicase de tal modo el original que lo hiciese irreconocible. Las dos reinas eran aquí dos hermanas locas, una de ellas inválida, que vivían en un mundo atemporal (ellas a su bola, unos vestidos del XXI, el coro de victoriano...) en el que Leicester era una especie de mayordomo que, tan pronto, les servía de camarero como de electricista. Entre las genialidades del tal personaje puedo citar que parecía tener un especial interés en dificultar al tenor, un enorme Bros, el canto. Tenía que cantar tirando dardos o, ya el colmo, levantando a pulso a la "inválida" Mosuc y sentarla en su silla de ruedas sin, por supuesto, dejar de cantar. Pero el "top horror" fue que, en el enfrentamiento entre mezzo y soprano, le hizo a Mosuc, justo antes del "Figlia impura di Bolenna", colocarse una "corona" que no era otra cosa que unos cuernos dorados que competían con la cortina y la lámpara que como corona traía la mezzo. Así las sonrisas o risas destrozaron toda la escena, una de las de más fuerza dramática de la historia operística belcantista.
Eso sí, si cerrabamos los ojos, el nivel fue altísimo. Al bello canto habitual de Bros se unió una Mosuc de pianissimi fabulosos y un reparto competente, junto con un gran coro y un director musical sensible.
Por último destacar que, al contrario de lo que yo pensaba, el público alemán tiene poco de frío. Si el 28 las ovaciones (standing ovation incluída) para los intérpretes les hicieron saludar una y otra vez o volver a escena a Flórez tras su gran escena; el 29 la recompensa no fue menor, unida a un abucheo tremendo (para los de Oviedo, comparable al de aquel trovatore) para el joven director de escena.
Aquí parte de los abucheso cuando salió a saludar.http://rapidshare.de/files/35737684/boo.mp3.html
La producción tenía sus chorradillas, pero no estaba mal y no molestaba a los intérpretes. Coro y orquesta más que aceptables, aunque Oren iba un poco a su bola.
día29. Mª Stuarda...o eso decían en los carteles, porque un señor de cuyo nombre no quiero acordarme decidió que la idea, hasta posible buena, de hacer de la ópera una especie de "¿qué fue de B.Jane?"(o como sea), perjudicase de tal modo el original que lo hiciese irreconocible. Las dos reinas eran aquí dos hermanas locas, una de ellas inválida, que vivían en un mundo atemporal (ellas a su bola, unos vestidos del XXI, el coro de victoriano...) en el que Leicester era una especie de mayordomo que, tan pronto, les servía de camarero como de electricista. Entre las genialidades del tal personaje puedo citar que parecía tener un especial interés en dificultar al tenor, un enorme Bros, el canto. Tenía que cantar tirando dardos o, ya el colmo, levantando a pulso a la "inválida" Mosuc y sentarla en su silla de ruedas sin, por supuesto, dejar de cantar. Pero el "top horror" fue que, en el enfrentamiento entre mezzo y soprano, le hizo a Mosuc, justo antes del "Figlia impura di Bolenna", colocarse una "corona" que no era otra cosa que unos cuernos dorados que competían con la cortina y la lámpara que como corona traía la mezzo. Así las sonrisas o risas destrozaron toda la escena, una de las de más fuerza dramática de la historia operística belcantista.
Eso sí, si cerrabamos los ojos, el nivel fue altísimo. Al bello canto habitual de Bros se unió una Mosuc de pianissimi fabulosos y un reparto competente, junto con un gran coro y un director musical sensible.
Por último destacar que, al contrario de lo que yo pensaba, el público alemán tiene poco de frío. Si el 28 las ovaciones (standing ovation incluída) para los intérpretes les hicieron saludar una y otra vez o volver a escena a Flórez tras su gran escena; el 29 la recompensa no fue menor, unida a un abucheo tremendo (para los de Oviedo, comparable al de aquel trovatore) para el joven director de escena.
Aquí parte de los abucheso cuando salió a saludar.http://rapidshare.de/files/35737684/boo.mp3.html
Il viaggio a Londra, ed anche a Berlino.
Primera parte: Londra. 27-IX-06
Primero fui a ver la exposición en la Casa Museo de Handel sobre los castrati. Muy interesante, aunque tampoco es que aportase nada especialmente nuevo. Lo más curioso ver el instrumental. Lo que realmente impresiona es entrar en la casa que Handel ocupó. Ya al pasar a la primer estancia y sentir la madera crujir con las pisadas te pone la piel de gallina. Luego ves una reconstrucción de su habitación, del sitio donde ensayaba o donde se vestía. Realmente merece la pena hasta sentarse y mirar por la ventana.
Información detallada incluso en castellano y unos jubilados muy amables dedican su tiempo a enseñarte y explicarte lo que allí pudo pasar (yo quiero un entretenimiento así si llego a su edad).
Por la tarde/noche el Faust con Anastassov, Gheorghiu y Beczala entre otros (secundarios de renombre como Jenis o Della Jones). La producción es tradicional y espectacular. De los cantantes me gustó muuucho la amiga de Caminante. Bien Beczala, sobre todo en dúo con élla, el agudo del aria un pelín tirante, pero impresionante. Anastassov, debilitado (cancelaba la función anterior) pero de menos a más y con gran presencia vocal y escénica.
Me toco una función en la que había una chica "traduciendo" la ópera para sordomudos, no sé para qué ponen entonces los "supratítulos". Por cierto que en una caída del telón casi se la cargan, pues estaba en una esquina del escenario.
Primero fui a ver la exposición en la Casa Museo de Handel sobre los castrati. Muy interesante, aunque tampoco es que aportase nada especialmente nuevo. Lo más curioso ver el instrumental. Lo que realmente impresiona es entrar en la casa que Handel ocupó. Ya al pasar a la primer estancia y sentir la madera crujir con las pisadas te pone la piel de gallina. Luego ves una reconstrucción de su habitación, del sitio donde ensayaba o donde se vestía. Realmente merece la pena hasta sentarse y mirar por la ventana.
Información detallada incluso en castellano y unos jubilados muy amables dedican su tiempo a enseñarte y explicarte lo que allí pudo pasar (yo quiero un entretenimiento así si llego a su edad).
Por la tarde/noche el Faust con Anastassov, Gheorghiu y Beczala entre otros (secundarios de renombre como Jenis o Della Jones). La producción es tradicional y espectacular. De los cantantes me gustó muuucho la amiga de Caminante. Bien Beczala, sobre todo en dúo con élla, el agudo del aria un pelín tirante, pero impresionante. Anastassov, debilitado (cancelaba la función anterior) pero de menos a más y con gran presencia vocal y escénica.
Me toco una función en la que había una chica "traduciendo" la ópera para sordomudos, no sé para qué ponen entonces los "supratítulos". Por cierto que en una caída del telón casi se la cargan, pues estaba en una esquina del escenario.
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